DONNE ALLO SPECCHIO

Come possiamo prenderci cura degli occhi dei bambini? L’oculista pediatrico ce lo spiega.

22 aprile 2015

Oggi parleremo di come possiamo prenderci cura degli occhi dei bambini con la dott.ssa Silvia Autuori. Mia amica carissima, Silvia oltre a essere mamma di due meravigliose bimbe è una stimata professionista che lavora tra l’altro a stretto contatto con i più piccoli.

Silvia, diresti qualche parola su di te prima di cominciare?

Ho 37 anni e attualmente lavoro per la ASL 4 Chiavarese presso gli Ospedali di Sestri Levante e di Rapallo. Ho un contratto di consulenza come oculista  presso la Fincantieri di Riva Trigoso e ricevo privatamente a Chiavari. Ho due bimbe. Beatrice di 5 anni e Rachele di 10 mesi. Mi sono specializzata in Oftalmologia nel 2007 con 50/50 e lode presso l’Università degli Studi di Genova.
Tra le altre cose sono  stata  titolare del servizio di Screening Oculistico Neonatale presso l’Azienda Ospedaliera San Martino di Genova da Gennaio 2008 a Marzo 2012 quando ho deciso di tornare nel Levante.

Da sempre mi occupo in particolare di Oftalmologia Pediatrica avendo sviluppato negli anni esperienza nella iterazione con i bambini e nella gestione delle patologie, da quelle più comuni a quelle più rare.

oculista

Per maggiori informazioni visita il suo sito internet www.silviaautuori.com

Cominciamo dall’inizio… Perché è importante portare un bambino dall’ oculista? Perché lo sviluppo visivo non è completo alla nascita. Esiste un periodo plastico che termina ai 10 anni di età durante il quale le vie ottiche continuano a perfezionarsi. Questo avviene proprio attraverso una buona visione.

Per spiegarmi meglio: se uno o entrambi gli occhi non vedono in modo ottimale il risultato sarà che il cervello del bambino imparerà a vedere male e non esisterà possibilità di recupero dopo la fine del periodo plastico.

Tengo inoltre a sottolineare che lo sviluppo non è uguale a tutte le età. Ci saranno difetti che dovranno essere corretti alla nascita perché molto debilitanti, altri nei primissimi anni di età. Per la maggior parte dei difetti la prima visita ai 6 anni di età risulta quindi  tardiva.

Una diagnosi tempestiva  è fondamentale  nelle patologie oculari del bambino e purtroppo è facile per il genitore prendere un abbaglio sulla capacità visiva del proprio figlio. Senza una opportuna visita risulta difficile definire se a vedere bene è un occhio solo o entrambi. Inoltre i bambini hanno una grande capacità di adattamento che li porta a muoversi molto bene anche in presenza di deficit visivi importanti.

Quando è bene portare il bambino al primo controllo oculistico? A mio parere la prima visita oculistica andrebbe eseguita entro il primo mese di vita.
L’ideale sarebbe poterla garantire a tutti i nuovi nati come accade ad esempio all’ Ospedale San Martino di Genova o al Gaslini.
Nella maggior parte degli ospedali invece ci si limita al test  del “riflesso rosso” del fondo eseguito dal neonatologo  senza dilatare la pupilla e  viene richiesta la consulenza dello specialista solo per casi particolari.

Invece sono in  molti a non conoscere l’importanza di questa prima visita entro il primo mese di vita… Io penso che la visita alla nascita sia fondamentale in quanto:
● sensibilizza i genitori sull’ importanza del monitoraggio visivo della prima infanzia .
● ci permette di insegnare al genitore come prendersi cura degli occhi del proprio bambino.
●in mani esperte permette di definire il difetto refrattivo e  quindi di gestire in modo più mirato i controlli successivi  del bambino.
● In ultimo, ma non meno importante, permette di avere informazioni che nei mesi successivi diventa più complicato ottenere in quanto il bambino diventa più attivo e quindi meno facile da visitare .
● esclude importanti patologie oculari.
 
Puoi fare un esempio di queste patologie? La più frequente è la cataratta congenita con  1 caso su 250 nati. Una bassa incidenza, direte,  ma nei casi più gravi si deve intervenire chirurgicamente  entro i 3 mesi di vita per avere il massimo risultato di recupero funzionale e quindi deve essere  diagnosticata il prima possibile .
Ne esistono molte altre di varia gravità e incidenza (glaucoma congenito, retinoblastoma, nistagmo, paralisi dei muscoli extraoculari, ptosi… ) ma non mi voglio dilungare troppo.
Se tutto va bene alla prima visita a quando la seconda? L’ altro controllo consigliato è tra i 6 e i 12 mesi.  Questo perché nel frattempo si è sviluppata la coordinazione tra i due occhi e quindi si può valutare l’ eventuale insorgenza di uno strabismo.
 Si controlla la coordinazione occhio mano, che il bambino non abbia importanti difetti visivi o grandi differenze di refrazione tra i due occhi e si  rivaluta l’ anatomia dell’ occhio e il fondo oculare .
E in questo caso, se tutto procede per il meglio a quando la visita seguente?
Assolutamente da fare, anche in bambini apparentemente perfetti è la visita dei tre anni!
Qui il bambino è abbastanza grande per fare una visita completa (proprio come un adulto) ed è ancora in piena fase plastica quindi abbiamo il tempo giusto per correggere eventuali problemi.
In questa fascia d’età cosa si potrebbe riscontrare?
Il problema più frequente è l’ ambliopia ossia l’ occhio pigro: si parla di una incidenza notevole in quanto interessa circa un bambino su 40 e soprattutto il successo terapeutico è ottimale se si inizia con tempestività ( entro i 3-4 anni di età ).
Inoltre un bambino su 25 presenta difetti visivi da correggere con occhiali.
Procediamo quindi con l’età…
La visita successiva sarà ai 5-6 anni, prima dell’ inizio della scuola.
I sintomi che devono far portare dall’ oculista un bambino a qualsiasi età sono:
 ● bruciore, prurito, occhi rossi.
● anomalie posturali ( es: se tiene la testa storta) , la tendenza a chiudere un occhio o  a strizzarli .
● Se lamenta mal di testa o difficoltà visive.
Possiamo quindi parlare di azioni preventive in campo oculistico pediatrico?
Certo. Anche se difficilmente non avere determinate accortezze potrà creare danni seri.
Qualche consiglio pratico per le mamme che ci seguono?
 Ridurre a 1 ora al giorno l’ esposizione ai monitor ( TV, PC, i-pad) perché può generare una secchezza oculare.
Proteggere gli occhi dai raggi solari.  Il sole ha un effetto ossidante. L’ occhio va protetto proprio come la pelle.
Mangiare frutta e verdura. Attualmente esistono degli integratori di luteina che servirebbero a prevenire la maculopatia dell’ età senile.
● un recente studio presentato alla American Academy of Ophthalmology riferisce che il tempo passato all’ aria aperta riduce il rischio della progressione della miopia ma a mio parere la familiarità fa da padrona.
 prenderci cura degli occhi delbambino
Visitare un bambino molto piccolo non è semplice. Farlo senza che questo pianga quasi impossibile, vero? qual è il tuo approccio nei suoi confronti?
Dipende dall’ età e dal bambino.
Il neonato piange se ha fame. La visita fila liscia a stomaco pieno!!
La seconda visita (6-12 mesi)  è  più complicata. Alcuni bambini piangono. Spesso sembra molto movimentata e ci vuole molta pazienza ma difficilmente non si riesce a completare la visita.
La visita dei tre anni è una vera sfida contro se stessi. Devi inquadrare il bambino con un breve dialogo in modo da impostare un rapporto adatto alla sua personalità . Alcuni devono essere coccolati, altri contenuti, altri ancora trattati da grandi. Non puoi distrarti mai. Un secondo di distrazione e perdi il contatto ed è finita. Se il bambino non collabora il risultato è una visita incompleta che va ripetuta. Succede veramente molto di rado (forse potrei contarle sulla punta delle dita di una mano… ).
Grazie Silvia! Sono consigli estremamente utili che possono contribuire a diffondere informazioni corrette per ogni genitore..
E adesso però togli pure il camice, che ci prendiamo un tè. Racconta alle nostre amiche di mammayoga qualcosa su di te, sull’essere mamma e anche lavoratrice, per la rubrica donne allo specchio.
Silvia: Va bene!
Allora, procedo…
Conciliare lavoro e maternità oggi è possibile?
No. A qualcosa si rinuncia sempre. Non puoi esserci sempre per i tuoi figli (e forse è un bene) e non penso sia giusto neppure farli crescere da altri per rimanere sull’onda.
Quanto ti impegna il tuo lavoro?
 Il mio lavoro mi impegnava 12 ore al giorno. Poi è nata Beatrice e ho ridotto il ritmo. Con l’ inizio dell’ asilo  sono ritornata a lavorare parecchio. Ho ricominciato a partecipare come relatore ai congressi (anche preparare le presentazioni richiede tempo! ) e poi con Rachele ho di nuovo rallentato prendendo una aspettativa non retribuita dall’ Ospedale.
Insomma, non puoi essere mamma a tempo pieno  e lavorare  più ore dell’ orologio… e non è colpa dello stato ma della biologia.
Essere donna è un grande privilegio e una grande fatica. Io punto sulla qualità. Quello che faccio tento di farlo bene. Vivo appieno il momento e cerco di esserci sempre quando serve.
Diventare mamma ti ha portato un valore aggiunto nel tuo lavoro?
 La passione per l’ oftalmologia pediatrica è nata molto prima di Beatrice. Già durante la specializzazione mi dedicavo principalmente a quello.  Però l’ iterazione con i bambini si impara anche crescendo i propri.

E il mestiere di medico si può dire che abbia contribuito in qualche modo al tuo modo di essere mamma? Fare il medico significa prendersi cura degli altri. Quindi per me è stato naturale prendermi cura di loro.

oculista

Gli occhi di un bambino…. Concludi tu… Sono la loro essenza. Da uno sguardo vedi la persona che sta crescendo in quel corpicino goffo. Se è determinato o timido o vivace …  sono un grande e fragile dono di cui prendersi cura soprattutto in età prescolare.

Grazie Silvia, e a presto!

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8 Comments

  • Reply Luisa 7 maggio 2015 at 20:56

    Buongiorno, sono mamma di due bimbi di 3 anni e mezzo e 8 mesi. Vivo a Firenze. Sapreste indicarmi nome di bravo oculista nella mia città, magari presso Ospedale Meyer, dove poter fare la prima visita ad entrambi? Grazie.

    • Reply mammayoga 8 maggio 2015 at 13:53

      Buongiorno Luisa, mi dispiace molto ma non sono in grado di indicarti un nome su Firenze.

    • Reply valentina 8 dicembre 2015 at 16:54

      da anni portiamo io e i miei fratelli i nostri bimbi dal dottor Perri a firenze.
      é un bravo oculista molto alla mano e ci ha sempre risolto i nostri problemi sia ai grandi che ai piccoli.

      • Reply mammayoga 8 dicembre 2015 at 17:37

        Ciao Valentina, grazie mille per l’informazione che spero possa essere utile a qualche altra mamma.

    • Reply mammayoga 8 dicembre 2015 at 17:39

      Ciao Luisa, forse nel frattempo avrai trovato un nome, ma se leggi tra i nuovi commenti viene consigliato un dott. su Firenze da un’altra mamma.

  • Reply Rondinepink 21 agosto 2015 at 02:50

    Un post utilissimo , mi hai ricordato che little v non ha mai fatto una visita oculistica mentre X big v visita di controllo ! Prevenzione sempre , specie in età pediatrica !

    • Reply mammayoga 21 agosto 2015 at 10:22

      Vero,la prevenzione é fondamentale!grazie,un abbraccio

  • Reply Gianna 27 dicembre 2016 at 11:25

    Si anch’io come altre mamme abbiamo
    Scelto di andare come oculista dal dr. Perri
    Sia perché è molto rinnomato ed ha dato degli ottimi consigli a diverse di noi e perché è dotato di grande umanità e sa come relazionarsi con i piccoli.

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