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Bambini sereni, meno impegni extracurricolari e più meditazione

19 marzo 2016

Per  bambini sereni e adolescenti felici, meno impegni extracurricolari e più meditazione.

Mi chiedo perché i bambini di oggi non abbiano praticamente giornate libere. Io passavo pomeriggi interi a pattinare sul lungomare, a giocare con la fantasia. Ho un bellissimo ricordo di quella libertà che mi era data, donata, e della possibilità di scegliere da me come occupare il mio tempo libero. Sì, ho praticato comunque tanto sport da piccola e ringrazio i miei genitori per avermi concesso anche questa possibilità.

Ma restava tanto tanto spazio per me, questo è sicuro. Tempo per annoiarmi pure.  La noia aveva un suo perché e non è che andasse riempita sempre a tutti i costi.  Noi riempiamo tutto, abbiamo questa abitudine al pieno, al sovradosaggio. Siamo programmati al riempimento. Come se il vuoto fosse qualcosa da temere.

Sport, palestra, musica, corsi di lingua straniera oggi sono le attività più gettonate extracurriculari.
Benissimo, non dico che non vadano praticate. Tuttavia, mi pare di vedere quasi una corsa da parte dei genitori, chiamiamola pure col suo nome, ansia da prestazione, a preparare i figli nella miglior maniera possibile al futuro, affinché possano chissà un giorno fare carriera e ottenere i giusti riconoscimenti dalla società per le fatiche compiute fin dalla più giovane età.

Io li capisco questi genitori, anch’io tra un pò di tempo so che mi troverò a fare i conti con le opportunità da dare a mio figlio, pensando a cosa potrò fare per lui e per il suo futuro. E non so se saprò guardarmi bene dall’ansia di cui parlavo qualche riga più sù, perchè non ne sarò certamente immune.

Che poi però non ho ancora compreso il perché di tutta questa importanza che diamo a fare carriera, ad avere successo. Come se mi assicurasse la felicità il fatto di primeggiare sul lavoro e se al contrario dovessi ritenermi uno sfigato (passatemi il termine) se ‘sta carriera proprio non la faccio o proprio non mi interessa.

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Perché non puntare, se proprio dobbiamo puntare su qualcosa, sulla felicità. intesa come serenità più sottile del bambino e quindi del futuro adulto?

E perché se proponi lo yoga ai bambini o la meditazione non raccogli così tante adesioni come con un corso di inglese? Tanto per fare un esempio,  non ho niente contro l’inglese, anzi.

Credo che ci sia un punto da chiarire per sfatare falsi miti. Ovvero, la meditazione e lo yoga non sono qualcosa di strano e quanto meno di pericoloso. Ricordo una volta che ho detto a un amico sto andando a yoga e mi ha guardato con una faccia un tantino perplessa. Ho sorriso pensando che probabilmente mi stava immaginando mentre levitavo leggera nell’aria nella posizione del loto.
Certo, come in tutti gli ambienti  è giusto assicurarsi che i tuoi compagni e i tuoi punti di riferimento siano persone di fiducia, equilibrate e sane diciamo…

Rispetto a qualsiasi altra disciplina in queste non vedi concretamente e nell’immediato dei progressi. C’è pure il rischio che i progressi tu non li veda mai, se devo essere sincera del tutto. E forse questo non incentiva a praticarle. Ma i rischi di tanto in tanto vanno pure presi no?!

Meditazione, perdonatemi la semplicità con cui cerco di spiegarlo,  è imparare a stare nel momento presente, ad accoglierlo senza riserve qualunque esso sia. Significa imparare ad accogliere le emozioni, i pensieri e a poco a poco capire che essi non ci rappresentano ma sono solo, semplici eventi mentali. Così smettiamo di rimuginare vertiginosamente su di essi e li lasciamo andare via con gentilezza. Smettiamo di sentirci giudicati e di giudicare. Non sempre, ci mancherebbe…  Meditando non diventiamo certo perfetti e immuni da stress e da paure.

Ma conoscere come funzioniamo, scegliere di seguire o meno un pensiero giudicante. Ah, se questa non è libertà! Se posso fare un paragone mi verrebbe da dire che meditazione è qualcosa che si avvicina a una sana educazione emotiva, ecco.

Reggere le frustrazioni e trasformarle, senza subirle per esempio, a scuola, con gli amici, a casa e poi sul lavoro. Questi sono alcuni dei frutti della meditazione. Io vedo moltissimi giovani che non sono in grado di reggerle le frustrazioni e purtroppo sono vittime delle loro stesse emozioni. Lo vedo a scuola ogni giorno, lo vedo talvolta nell’esasperazione tangibile dei professori, e nella mia eh, quando sento che la pazienza sta toccando il fondo…

Qualche giorno fa ho invitato i ragazzi di una quarta superiore a respirare, li ho guidati dolcemente per una decina di minuti e alla fine mi sono accorta che i loro occhi brillavano. C’era una luce sui loro volti, che poco prima non c’era. Mi hanno ringraziato tanto, e lo hanno fatto sinceramente.

Il respiro consapevole  e poi la meditazione meritano di essere conosciuti, riaccendono volti e la passione verso il momento presente, anche a scuola.

PillolediPì

felicità

4 Comments

  • Reply Silvia Fanio 19 marzo 2016 at 17:59

    Hai ragione! I bambini sono bombardati di attività, input, impegni… non riescono a vivere a misura di bambino.
    Rallentiamo e lasciamoli rallentare!
    Ed insegnato loro ad ascoltare le emozioni!

    • Reply mammayoga 19 marzo 2016 at 18:02

      E’ come se volendo dargli qualcosa in più in realtà li riempissimo a scapito di quello che hanno già dentro…forse esagero, ma c’è da rifletterci. In ogni caso rallentare un po’ non può fare male 😉

  • Reply Oltrechemamma 20 marzo 2016 at 02:25

    Concordo da sempre con il ritmo meno serrato nelle vite dei nostri piccoli e, ti dirò, che mi “batto anche per questo” scontrandomi con genitori assillanti e bambini che non hanno il tempo di…. Giocare!!!

    • Reply mammayoga 20 marzo 2016 at 15:36

      I bambini e il diritto al gioco… i genitori e il dovere a lasciarli giocare… 😉

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